L’avifauna dei boschi di latifoglie (I parte)

Nell’Oltrepò Pavese si incontrano varie tipologie di formazioni vegetali, la cui composizione specifica è determinata da vari fattori ambientali, tra cui l’esposizione e il tipo di suolo. Nella fascia collinare sono frequenti i boschi costituiti in prevalenza dalla Roverella, una quercia che ben si adatta a terreni calcarei e rocciosi, alla quale si accompagnano spesso carpini e frassini come il Carpino nero e l’Orniello. Sui versanti soleggiati la copertura arborea è in genere rada e il sottobosco è formato da arbusti eliofili (e.g. Ginestra odorosa e Ginepro comune) e specie erbacee (tra cui diverse orchidee). L’avifauna di questi boschi si compone sia di specie generaliste sia di altre più specializzate. 

Le specie 

Il Luì bianco è tra gli uccelli che più caratterizzano i boschi caldi dell’Oltrepò, essendo quasi esclusivamente legato a tali contesti. Frequenta la chioma degli alberi, è di piccole dimensioni e ha un piumaggio per nulla appariscente, caratteristiche che ne fanno una specie non sempre facile da osservare e identificare. Per fortuna il suo canto è semplice da riconoscere e viene emesso di frequente, grazie a ciò (e con un po’ di pazienza) il birdwatcher ha la chance di individuarlo anche visivamente. Fenologia: nidificante, presente da aprile ad agosto/settembre. Stato di conservazione: inadeguato. 

Per una serie di caratteristiche il Succiacapre è uno degli uccelli più bizzarri della fauna locale, nonché uno dei più ricercati dai birdwatcher. Ha un piumaggio criptico che lo rende pressoché invisibile quando sta posato sui rami o a terra e possiede una bocca enorme, utile a ingerire i grandi insetti volanti di cui si nutre. Vive in ambienti a mosaico in cui si alternano zone boscate e spazi aperti. In simili contesti il suo inconfondibile canto fa spesso da colonna sonora alle serate estive. Fenologia: nidificante, da maggio a settembre. Stato di conservazione: cattivo. Specie particolarmente protetta dalla Direttiva Uccelli. 

Con il suo piumaggio uniformemente grigio/beige (salvo le parti nere del capo) la Cincia bigia è la meno appariscente tra le cince. Osservarla è facile, essendo confidente verso l’uomo e molto diffusa nelle zone collinari e montane dell’Oltrepò. Nidifica in varie tipologie di bosco ma in genere evita le foreste di sole conifere ed è particolarmente comune nelle quercete calde. In inverno si avvicina ai paesi, dove è frequente presso le mangiatoie. Come tutte le cince nidifica in cavità, preferendo di gran lunga quelle degli alberi rispetto alle fessure nei muri o alle cassette-nido. Fenologia: stanziale. Stato di conservazione: favorevole. 

Il Picchio muratore deve parte del nome al suo comportamento, simile a quello dei picchi, ai quali tuttavia non è imparentato. L’abitudine di ridurre il foro d’accesso al nido (che è posto in cavità) con un impasto di fango e saliva gli conferisce l’appellativo di muratore. Trascorre gran parte del tempo sul tronco e i rami più grandi degli alberi, muovendosi con estrema agilità grazie alla particolare struttura del corpo e alle grandi zampe. La sua dieta è costituita da artropodi nella bella stagione, mentre si nutre di vegetali (semi, noci, …) in inverno. Fenologia: stanziale. Stato di conservazione: favorevole. 

La Capinera è uno degli uccelli più diffusi in Italia, dove vive in vari contesti ambientali, sia naturali sia antropici. Nonostante sia molto comune, riuscire a osservarla non è così facile, in quanto di rado si mostra all’aperto preferendo invece rimanere nel fitto della vegetazione. Ben altra cosa è individuarla con l’udito: il suo canto sofisticato, ricco di imitazioni e assai potente, viene emesso molto di frequente e per un lungo periodo durante la stagione riproduttiva; in inverno invece emette spesso un ripetuto e secco “teck”. Fenologia: stanziale. Stato di conservazione: favorevole. 

Presente pressoché ovunque in Oltrepò, negli ultimi decenni il Colombaccio è divenuto molto comune anche presso i centri abitati, città comprese. È il più grande tra i columbidi italiani, ha corpo massiccio, coda lunga e dei caratteristici segni bianchi su ali e lati del collo. È comune anche nei boschi caldi di latifoglie, dove pone il nido a varie altezze sugli alberi. In inverno si raduna in stormi anche di centinaia di individui, soprattutto in pianura, mentre in collina è più scarso e raramente forma gruppi numerosi. Fenologia: stanziale, solo nidificante in alcune località. Stato di conservazione: favorevole.