L’avifauna degli ecotoni

Introduzione 

Con il termine “ecotono” in ecologia si intende un ambiente di transizione, naturale o antropizzato, tra due o più associazioni biologiche diverse. Le aree di ecotono sono molto importanti perché in esse generalmente si ha una maggiore biodiversità e ricchezza rispetto alle aree omogenee che separano. Gli ecotoni contengono infatti sia le specie animali e vegetali tipiche delle comunità confinanti, sia quelle esclusive dell’area ecotonale stessa. Queste caratteristiche rendono gli ecotoni fondamentali nel collegare fra di loro ambienti molto diversi (boschi-prati, coltivazioni-incolti ecc.) favorendo una maggiore varietà del mosaico ecosistemico, spesso banalizzato, ed accrescono la biodiversità. 

Le specie 

La Tottavilla è tra le specie più caratteristiche dell’intera avifauna dell’Oltrepò Pavese, dove nidifica nel settore appenninico, con densità maggiori nella fascia collinare. L’habitat riproduttivo è costituito principalmente da aree aperte con cespugli e alberelli radi; il nido è posto sul terreno, spesso al limitare fra il bosco e le praterie presso le quali reperisce le prede. Il piumaggio assai criptico è tipico della famiglia delle allodole e per identificare la specie è spesso più utile osservarne la struttura piuttosto che la colorazione; caratteristica è soprattutto la coda molto corta. Fenologia: stanziale. Stato di conservazione: cattivo/inadeguato. Specie particolarmente protetta dalla Direttiva Uccelli. 

L’Averla piccola è un uccello migratore che nidifica in buona parte d’Europa, ciononostante la popolazione continentale di questa specie è in calo, così come quella italiana. Nidifica in aree semi-aperte ricche di cespugli e alberelli, preferibilmente in luoghi piuttosto secchi. La sua dieta comprende grossi insetti e piccoli vertebrati, che talvolta infilza alle spine degli arbusti, costituendo una sorta di dispensa alimentare. Nell’area di Ponte Nizza è presente soprattutto nel fondovalle (e.g. Vignola, Pizzocorno e San Ponzo). Fenologia: stanziale. Stato di conservazione: cattivo. Specie particolarmente protetta dalla Direttiva Uccelli. 

Il piumaggio inconfondibile e il canto caratteristico rendono l’Upupa un uccello di facile identificazione, anche per i birdwatcher principianti. Si riproduce in ambienti caldi costituiti da spazi aperti (dove grazie al lungo becco ricurvo cattura gli insetti di cui si nutre) con presenza di siepi, filari e boschetti. Il nido, particolarmente maleodorante per allontanare i predatori, è posto all’interno di cavità degli alberi e nelle fessure di edifici abbandonati. In Oltrepò è comune nella fascia collinare, meno in montagna e soprattutto in pianura, dove l’uso di pesticidi e la banalizzazione dell’ambiente agricolo ne limitano la presenza. Fenologia: nidificante, da aprile ad agosto. Stato di conservazione: inadeguato. 

In inverno le bacche degli arbusti attirano diverse specie di uccelli tra cui la Cesena, un vocifero turdide (la famiglia a cui appartiene anche il Merlo) dal piumaggio appariscente che, dopo aver nidificato nell’Europa centro-settentrionale, giunge a Sud per trascorrere l’inverno. Gli ambienti di transizione come gli arbusteti radi sono i preferiti dalla specie, che tuttavia frequenta anche i boschi più aperti. In inverno è gregaria, in Oltrepò si osservano generalmente gruppi da pochi individui ad alcune decine. Fenologia: svernante, da novembre a febbraio. 

In passato la Tordela era una specie comune in Oltrepò, ma a partire dagli anni ’60 del Novecento ha fatto segnare un declino (tuttora in atto) che ha comportato la sua sparizione dalla pianura e dalla collina, dove attualmente è presente solo in inverno. Non è una specie spiccatamente gregaria e anche in inverno si osservano perlopiù gruppi di pochi individui presso le fonti alimentari, talvolta associati ad altre specie di turdidi. La sua presenza nell’area di Ponte Nizza riguarda la porzione posta alle quote maggiori (e.g. Sant’Alberto di Butrio). Fenologia: svernante, da novembre a marzo. 

Il Frosone è un uccello dall’aspetto inconfondibile per via del piumaggio ma soprattutto della corporatura: è infatti tozzo, robusto, con coda molto corta e soprattutto dal becco eccezionalmente grande e massiccio. In Oltrepò la sua presenza in inverno interessa pressoché l’intero territorio, dalle città di pianura ai maggiori rilievi, ed è occasionalmente anche ospite dei giardini, dove visita di buon grado le mangiatoie. Fenologia: svernante (nidificante raro?). Stato di conservazione: inadeguato.