La parte appenninica dell’Oltrepò Pavese non è particolarmente vocata alla presenza degli uccelli acquatici, in parte per il fatto stesso che la maggior parte di queste specie sono strettamente legate alla pianura e nello specifico in quanto è un territorio piuttosto arido e decisamente povero di zone umide. Il torrente Staffora e alcuni suoi affluenti ospitano comunque alcune specie legate agli ambienti acquatici e le “vasche di San Ponzo”, pur se di modeste dimensioni, rappresentano un’area umida di un certo interesse per il birdwatching. Nel tratto che ricade nel territorio di Ponte Nizza il torrente è ampio e pluricursale, con la presenza di diverse tipologie di micro-habitat e la formazione di pozze e ristagni, rendendo pertanto l’area appetibile anche da uccelli con preferenze ecologiche differenti. Le “vasche” ospitano inoltre un piccolo canneto, un ambiente piuttosto raro che in epoca di migrazione può attirare specie che altrimenti non sosterebbero in zona, come ad esempio Anatra mandarina, Airone rosso e Pendolino, estremamente rare in contesti collinari.
Il torrente Staffora è oggetto da diversi anni di un’attività di monitoraggio dell’avifauna acquatica svernante che rientra nell’ambito di un importante progetto mondiale: l’International Waterfowl Census – IWC. Questo, oltre a costituire una sorta di vanto per il territorio, permette di avere una conoscenza molto approfondita della comunità ornitica locale, la cui conoscenza pone a sua volta le basi per l’individuazione di eventuali misure gestionali a favore degli uccelli e dell’ecosistema nel suo complesso… questo almeno in teoria.
