Le strapiombanti pareti di arenaria che sovrastano Vignola e la valle del rio Spizzirò ospitano una fauna e una flora di notevole valore. Quello naturalistico non è tuttavia l’unico elemento di pregio dell’area, essendo anche gli aspetti geopaleontologici di grande interesse. L’arenaria è una roccia sedimentaria, la cui formazione avviene per cementazione di sabbie che possono essere trasportate dall’azione di agenti diversi come il vento o le correnti d’acqua dei fiumi, dei laghi o, come nel caso specifico, del mare. Fu infatti l’antico Oceano Ligure a generare le pareti di arenaria che si estendono da Cà del Monte (Cecima) fino a Pietragavina (Varzi) e che vengono chiamate “arenarie di Monte Vallassa”. Il territorio di Ponte Nizza che ospita le pareti di arenaria è compreso nella cosiddetta Placca di Pizzocorno.
La fauna e la flora sono rappresentate da specie non necessariamente esclusive degli ambienti rupestri ma comunque caratteristiche di essi. Tra le piante meritano una menzione alcune specie che in provincia di Pavia sono poco comuni come l’Elicriso d’Italia (Helichrysum italicum) e l’Eliantemo degli Appennini (Helianthemum apenninum), rare come il Citiso argenteo (Argyrolobium zanonii) e la Vescicaria (Colutea arborescens) e addirittura rarissime come la Veronica prostrata (Veronica prostrata). Tra gli elementi faunistici che maggiormente caratterizzano le pareti di Vignola vi è soprattutto quello degli uccelli, gruppo al quale è dedicato uno specifico pannello esplicativo lungo il percorso; l’attenzione viene qui posta a una sola specie: il Falco pellegrino.
