L’avifauna dei boschi di conifere

I boschi di conifere, principalmente costituiti da Pino nero, non sono originari del territorio oltrepadano ma bensì frutto dell’attività di rimboschimento perpetrata soprattutto per consolidare i versanti e prevenire il rischio di frane e smottamenti. In Oltrepò, analogamente a molte altre aree appenniniche, nel secolo scorso è stato messo a dimora un numero assai elevato di pini, abeti e larici, principalmente nel settore montano ma anche in quello collinare. Oggi i boschi di conifere coprono una superficie significativa del territorio oltrepadano. 

Lungo il sentiero del birdwatching che da San Ponzo conduce a Sant’Alberto di Butrio si incontrano alcune pinete, di modeste dimensioni e spesso miste a latifoglie. Quelle di maggior estensione e interesse caratterizzano i dintorni dell’eremo, in particolare il versante orografico destro del rio Begna. L’avifauna di questi ambienti forestali è in larga parte composta da specie che si trovano anche nei boschi di latifoglie, ma ve ne sono anche alcune (poche in verità) che sono invece vincolate ad essi. 

I boschi di conifere non sono originari del territorio oltrepadano ma bensì frutto di un’ingente attività di imboschimento. In passato l’Oltrepò è stato infatti oggetto della messa a dimora di un numero assai elevato di pini, abeti e larici, tanto che oggi i boschi di conifere coprono una superficie significativa del territorio. Se ne incontrano alcuni anche lungo il sentiero San Ponzo – Sant’Alberto di Butrio, soprattutto nei dintorni dell’eremo. L’avifauna che vi si incontra è in larga parte composta da specie generaliste che vivono anche nei boschi di latifoglie, ma ve ne sono anche alcune che sono invece specializzate e che si incontrano infatti esclusivamente nei boschi di conifere. 

Le specie 

La specie più caratteristica dei boschi di conifere oltrepadani è senza dubbio la Cincia dal ciuffo, specializzata a vivere in tali contesti e infatti assente nei boschi di latifoglie. Il piumaggio di questa cincia non è certo appariscente, ma il ciuffo di piume che porta sul capo (e che dà il nome alla specie) le conferisce un aspetto assai gradevole e caratteristica. Oltre alla cresta anche il disegno del capo e le vocalizzazioni la rendono inconfondibile. È un uccello molto confidente nei confronti dell’uomo e avvicinarla non è affatto difficile. Come le altre cince non costruisce il nido ma utilizza le cavità scavate dai picchi nei tronchi degli alberi. Fenologia: stanziale. Stato di conservazione: favorevole. 

Seppure frequenti di buon grado anche i boschi di latifoglie la Cincia mora è tra le specie più comuni presso pinete e abetaie, soprattutto durante le migrazioni e nel periodo invernale, quando giungono in valle anche individui provenienti dai Paesi transalpini. La più piccola delle cince (pesa solo 8 grammi) è infatti capace di compiere spostamenti di alcune centinaia di km, in genere comunque inferiori ai 500. Come nidificante in Oltrepò è più frequente nel settore montano, ma in inverno la sua presenza riguarda anche la collina e la pianura. Fenologia: svernante (nidificante localizzata). Stato di conservazione: favorevole. 

Con i suoi 9 cm di lunghezza e un peso di circa 5 grammi il Fiorrancino è tra i più piccoli uccelli della fauna europea. Durante la nidificazione il suo habitat è costituito dai boschi di conifere con ricco sottobosco, mentre durante la stagione invernale preferisce boschi di latifoglie o misti, ma frequenta di buon grado anche arbusteti, giardini e parchi urbani. In Oltrepò nidifica nelle aree collinari e montane a partire da circa 400 m slm. Il nido è di forma subsferica, viene costruito utilizzando muschio e altri materiali ed è ancorato ai rami degli alberi. Fenologia: nidificante localizzato, svernante scarso. Stato di conservazione: favorevole. 

Il Regolo è particolarmente legato ai boschi di abete per la nidificazione mentre in inverno è meno selettivo nella scelta dell’habitat, visitando sia le formazioni boscate naturali sia quelle antropiche, sia di aghifoglie sia di latifoglie. È molto simile al Fiorrancino, che rispetto al Regolo esibisce sul capo un evidente sopracciglio bianco e una stria nera lungo l’occhio. La banda sul vertice della testa che portano entrambi non è invece utile a indentificare la specie ma piuttosto il sesso, essendo gialla nelle femmine e arancione nei maschi. Fenologia: svernante. Stato di conservazione: favorevole. 

Fra le specie qui trattate il Rampichino comune è quella meno legata alle conifere, preferendo anzi le latifoglie con corteccia rugosa. È in ogni modo una specie frequente anche nei boschi di aghifoglie, sia in inverno che in epoca riproduttiva, quando realizza il nido all’interno delle fessure presenti nel tronco delle piante. Il becco del Rampichino è sottile, ricurvo e molto lungo, caratteristiche che gli permettono di raggiungere le sue prede (insetti e ragni) tra le rughe della corteccia. Avendo un piumaggio molto criptico è difficile riuscire a osservarlo mentre si arrampica sui tronchi, al contrario è piuttosto facile riconoscerne i caratteristici richiami. Fenologia: stanziale. Stato di conservazione: favorevole.